sabato 29 giugno 2013

Milano Pride 2013

La generazione dei “ragazzi del 2000” ha il grande compito di sconfiggere un grave problema sociale: l’omofobia.
Purtroppo il parlamento Italiano è stato deficitario nell’approvare una legge specifica per gli atti di omofobia, e ogni giorno in Italia vi sono atti omofobici di violenza fisica e psicologica.
Vittime della discriminazione e del bullismo sono anche adolescenti che molto spesso hanno grosse difficoltà nel superare tali vessazioni e in qualche tragica situazione si sono anche tolti la vita.
Finalmente quest’anno la manifestazione Gay Pride nazionale ha visto il riconoscimento da parte del minstro delle pari opportunità e la sua partecipazione.
La vicinanza dei Giovani Democratici è rivolta a tutta la comunità LGBT che ancora oggi è discriminata in Italia, a cui non sono riconosciuti diritti, anzi a livello legislativo non è previsto alcun reato penale particolare o nessuna aggravante a chi incita all’odio e alla violenza contro le persone omosessuali o transessuali e a chi si macchia di tali crimini.
Per questi motivi i Giovani Democratici della Lombardia aderiscono alla tappa lombarda del Gay Pride che sarà a Milano Sabato 29 giugno 2013.

Andrea Esposito, segretario dei Giovani Democratici Lombardi
Elena Madama, responsabile diritti civili e pari oppurtunità

mercoledì 24 aprile 2013

GENERAZIONE PD


Siamo una generazione nata politicamente con il Partito Democratico.
Siamo quelli che oggi, insieme a tanti militanti, fanno vivere il Partito Democratico; quel progetto di Partito Democratico in cui abbiamo sempre creduto e in cui crediamo oggi.

Usciamo da questi giorni sgomenti e delusi di fronte ai troppi errori della nostra classe dirigente. Non abbiamo condiviso il metodo con cui sono state affrontate decisioni fondamentali, non tanto per il PD, quanto per il Paese. Di questi errori Bersani si è assunto la responsabilità e le sue dimissioni aprono la strada ad un cambio di passo.

Il nostro essere democratici, il nostro dirci Partito Democratico, ci fa convincere che la vita del Partito non dipende dalla vita politica dei suoi dirigenti. Noi il Partito lo teniamo vivo tutti i giorni nelle nostre città, nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro. Da qui ripartiamo per spingere il PD a discutere fino in fondo dei temi sociali e delle possibili soluzioni ai problemi che attraversano l’Italia e l’Europa, per poi darsi una carta di identità chiara e riconoscibile. È su questo che dobbiamo generare un Partito che è ancora in fase embrionale e non sulle divisioni personalistiche.
Solo così potremo cambiare passo. Solo così permetteremo che il PD sia unito, nonostante “dall’alto”, troppo spesso in questi giorni, vengano minacciate scissioni e ripensamenti.

Il nostro essere giovani non ci dà di per sé il diritto di pretendere qualcosa, ma l’essere generazione PD ci fa sentire il dovere di essere protagonisti di questo cambiamento. Non ci tireremo indietro di fronte alla necessità di cambiare classe dirigente, anzi, lavoreremo ancora con più forza per dire basta a logiche malate e a tatticismi inconcludenti.

Noi ci siamo, con i nostri progetti e la nostra voglia di continuare a coinvolgere la nostra generazione. Perché il progetto del Partito Democratico è troppo importante per essere distrutto in pochi giorni. Perché la Politica è una cosa seria e noi vogliamo dimostrarlo.

venerdì 8 marzo 2013

8 Marzo.. Stop Femminicidio!


L'8 marzo è la festa della donna,e noi Giovani Democratiche crediamo che sia fondamentale festeggiare questo giorno che non deve limitarsi ad una banale ricorrenza. Ancora oggi nel 2013 le donne sono oggetto di soprusi.Ci auguriamo che al più presto anche in Italia sia approvata una legge contro la violenza di genere che condanni il terribile fenomeno del femminicidio. Solo con questa legge l'Italia può dimostrare di essere sul piano della difesa delle donne uno stato civile. In Italia ogni 3 giorni una donna muore per femminicidio. Noi Giovani Democratiche crediamo che sia fondamentale la prevenzione del fenomeno, soprattutto potenziando la rete delle case rifugio che garantiscono in Italia 500 posti, quando l'Ue ci suggerisce almeno 5700 posti.

Elena Madama resp. pari opportunità Gd lombardia
Mariateresa Santaguida resp. pari opportunità Gd Milano
Vanessa Tullo resp pari opportunità Gd Brescia
Laura Tagliaferri resp formazione Gd lombardia e Gd Lodi
Irene Zappalà segretaria provinciale Gd Monza e Brianza
Clara Colombo Gd Bergamo
Lucia Gallo Gd Como

giovedì 14 febbraio 2013

Balla contro il Femminicidio !



Il 14 febbraio è stata indetta una mobilitazione internazionale contro il femminicidio organizzato dalla convenzione No More in contemporanea con il movimento mondiale One billion rising (Un miliardo insorge), un ulteriore campanello per risvegliare le coscienze. Noi giovani democratiche e democratici ci auguriamo che il prossimo governo regionale e nazionale provveda ai giusti stanziamenti a favore dei centri antiviolenza.
In Italia troppe donne  muoiono uccise dagli uomini della loro vita, questa piaga non può esistere in uno stato civile.

GD Lombardia

Elena Madama, Caterina Santachiara, Irene Zappalà, Vanessa Tullo,Mariateresa Santaguida, Clara Colombo, Lucia Gallo.

mercoledì 6 febbraio 2013

Ancora un giorno per fermare il DM Profumo sul Diritto allo Studio.


Siamo sconcertati di fronte alla scelta del Ministro Profumo di accelerare l'approvazione del Decreto Ministeriale sui Livelli essenziali delle prestazioni e dei requisiti di eleggibilità per il diritto allo studio.*
Le motivazione del nostro sconcerto e della nostra disapprovazione sono principalmente 2, una di metodo e di opportunità politica ed una di merito. Un governo dimissionario, a camere sciolte nel bel mezzo di una campagna elettorale non ha la legittimità politica per agire riguardo una questione di questa rilevanza che potrebbe compromettere le scelte di vita di molti studenti del nostro Paese. La scelta contenuta nel progetto presentato andrebbe a ridurre ulteriormente il numero assoluto delle persone beneficiarie di borse di studio, in uno stato che già ad oggi copre con l'erogazione di borse un numero bassissimo di studenti rispetto al resto degli stati europei (l'Italia copre solo il degli studenti 9%, rispetto al 25,6% della Francia, il 30% della Germania e il 18% della Spagna). Pensiamo di non poterci più permettere passi indietro sul fronte delle coperture economiche per il diritto allo studio, perché andrebbe ad aumentare ulteriormente un livello di ingiustizia sociale già fin troppo alto nel nostro Paese. Perché restringere i criteri di merito in un momento come questo rischia di essere semplicemente l'ultima di un serie di manovre di sfondo classista che si stanno portando avanti, chi vive con una borsa di studio molto spesso per pagarsi realmente tutti i servizi di cui ha bisogno deve fare lavori saltuari che inevitabilmente fanno perdere una condotta accademica perfetta. Vorremmo chiedere alla nostra giunta anch'essa dimissionaria di andare in conferenza delle regioni e votare con un parere contrario questo decreto, pur temendo che la nostra richiesta rimarrà inascoltata. Riterremmo però una scelta di buon senso almeno quella di non partecipare alla discussione ed alla votazione, per una maggioranza politica dimissionaria sepolta dagli scandali di 'ndrangheta ci sembrerebbe il minimo.










Giovani Democratici Lombardia  

Rete Universitaria Nazionale