mercoledì 29 settembre 2010

Adro. I democratici uniti che fanno fare retromarcia al Ministro

Adro. Prima di tutto grazie a tutti voi. Per la tenacia sotto la pioggia, per le melodiose voci che hanno intonato l'Inno d'Italia, per credere in una scuola pubblica, laica, libera, pluralista!
Eravamo più di mille ad Adro (BS). E tanti Giovani Democratici da Brescia, Bergamo, Mantova, Cremona, Milano, Roma, Vercelli. Contro un sindaco leghista che pur di andare sulle prime pagine dei giornali non esita a marchiare la scuola pubblica (e l'intero arredo urbano) con i simboli della Lega Nord. Per una scuola libera che sappia accogliere e aprire la mente al futuro.
185 genitori di bambini che frequentano la scuola pubblica di Adro avevano inviato una lettera aperta, per dire che non si fa propaganda sulla pelle dei bambini. I democratici hanno risposto, tanto da costringere il Ministro Gelmini a fare marcia Indietro rispetto alle dichiarazioni di qualche giorno fa e ad intervenire sanzionando l'esposizione dei simboli leghisti.
"Il caso di Adro è emblematico" commenta Silvia Gadda, Segretaria dei Giovani Democratici della Lombardia. "Per questo Governo e per la Lega la scuola è considerata poco più che uno strumento di propaganda. Il PD pensa che la scuola sia la prima grande occasione che i bambini hanno per crescere e preparasi ad affrontare come si deve la vita. Un'occasione che nasce dall'impegno comune di genitori, alunni, insegnanti e  che da parte della politica merita attenzione, serietà, coraggio ed efficienza".
Mentre sui giornali si parla molto delle divisioni del PD, anche in questo senso, da chi era ad Adro arriva un messaggio forte a chi si muove a livello nazionale. "Sulle questioni vere che cambiano il futuro nostro e dei nostri figli, i democratici sanno essere uniti e hanno le idee chiare. Chi si muove sul piano nazionale concentri le forze sui problemi del Paese, piuttosto che sullo scacchiere degli equilibri interni al partito".

giovedì 29 aprile 2010

Due giorni sull'ambiente a Piacenza

I Giovani Democratici di Piacenza, in collaborazione con i Giovani Democratici Emilia Romagna, i Giovani Democratici Lombardia, il PD Emilia Romagna e il PD Piacenza, organizzano a Piacenza un Forum su Energia e Ambiente nei giorni 8 e 9 Maggio 2010.
L’idea di organizzare il Forum nasce, in primo luogo, dalla convinzione che da un momento di confronto e di dibattito possano emergere le risposte a delle esigenze che si pongono in maniera sempre più pressante, e soprattutto, che coinvolgono direttamente  il nostro territorio. Piacenza come territorio-ponte tra Nord e Sud e tra Ovest ed Est, Piacenza come importante polo energetico nella Regione: peculiarità territoriali che si accompagnano però a problematiche più ampie, da affrontare mediante soluzioni che coinvolgano temi come la mobilità sostenibile, la formulazione di politiche dei trasporti a livello nazionale e transnazionale, le fonti energetiche tradizionali e alternative, la gestione dei servizi di pubblica utilità, e soprattutto, queste soluzione devono includere i territori circostanti.
L’opportunità di svolgere a Piacenza questo incontro è rafforzata dalla presenza, in quei giorni, di un importante convegno, “Facciamo sull’energia”, che vedrà la partecipazione di numerosi esperti che interverranno proprio sui temi dell’energia, dei trasporti e dell’ambiente. Approfittando delle elaborazioni tecniche e scientifiche del convegno,  si potrà avviare un dibattito sulle scelte politiche da affrontare, beneficiando della presenza di importanti relatori del Partito Democratico, di importanti associazioni e di un ampio pubblico.  PROGRAMMA http://www.piacenza361.it/
Partecipa alla DUE GIORNI SULL'AMBIENTE DEI GD! Contatti Giuseppe Bufalino, responsabile Ambiente GD Lombardia, cell. 3404606531 e mail giusymus@libero.it.

PROGRAMMA APPUNTAMENTI GD:
-- Sabato 8 Maggio 2010 - Ore 19.00 “Beni pubblici tra gestioni private e fallimenti del mercato. Trasporti, acqua, servizi energetici”
-- Domenica 9 Maggio 2010 - Ore 19.00 “L’economia verde: come conciliare sostenibilità economica e sostenibilità ambientale”

domenica 17 gennaio 2010

Nucleare: vogliamo conoscere i siti prima delle elezioni regionali

Con il referendum abrogativo del 1987 fu "di fatto" sancito l' abbandono da parte dell' Italia del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico ed infatti di lì a poco le quattro centrali nucleari in Italia furono chiuse. Il governo Berlusconi ha riaperto invece la questione nel luglio del 2009 con l'approvazione del disegno di legge sullo svilupo economico, che introduceva nuove norme in materia di energia e sistema imprenditoriale, tra cui la reintroduzione dellla possibilità di costruire centrali ad energia nucleare. Da quel momento si sono susseguite voci sulla possibile collocazione delle centrali nucleari, ma dal governo è arrivato solo un decreto che ha delineato i criteri generali per la selezione dei luoghi candidati e le relative compensazioni ambientali ed economiche per la popolazione locale. Nessun nome ufficiale finora, anche se una lista di località pre-designate sta circolando tra smentite e mezze conferme. Il tema vero che sembrerebbe bloccare tutto l'iter è la vicinanza con le elezioni regionali del prossimo marzo e la possibilità per la coalizione al governo di perdere consenso elettorale qualora i siti che dovranno ospitare fossero divulgati ufficialmente. In Lombardia e nelle aree limitrofe ci sono diversi aree potenzialmente, idonee a questo scopo, soprattutto lungo il corso del Po nelle province di Mantova e Cremona. Del resto anche il governatore uscente Formigoni ha dichiarato pubblicamente di essere favorevole ad ospitare centrali nucleari sul territorio lombardo. Per questo motivo i Giovani Democratici della Lombardia sostengono la necessità che i luoghi in cui dovrebbero sorgere le centrali nucleari siano resi pubblici prima delle elezioni. Questo per una questione di trasparenza e responsabilità di fronte innanzitutto ai cittadini e a tutto l'elettorato, a prescindere poi dalle posizioni che si possono avere di fronte alla scelta della reintroduzione del nucleare nel nostro Paese.

sabato 28 novembre 2009

Legge non potabile. Diciamo no alla privatizzazione dell'acqua


Oggi la Camera dei deputati ha votato la fiducia al Governo sul decreto “salva- infrazioni” che contiene la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la gestione dell’acqua.
Hanno votato 590 deputati e il governo ha ottenuto 320 sì, contro i 270 no dell'opposizione.
PDL e LEGA danno il via libera alla privatizzazione di un bene comune primario.
Le prime forme di condivisione democratica sono nate nella dimensione delle comunità locali dove, oltre ad una comunità di destini, vi era la gestione diretta dell’acqua e delle altre risorse territoriali. Oggi questa gestione viene sottratta ai cittadini senza nemmeno la possibilitòà per il parlamento di discutere le nuove norme.
"Con la fiducia si dà il via libera a una norma che consegnerà il business dell'acqua a quattro o cinque multinazionali, impedendo ogni efficace controllo pubblico sui criteri d'uso, sul prezzo, sulla tutela di un bene comune come le risorse idriche" dichiara Silvia Gadda, segretaria regionale dei Giovani democratici. "Abbiamo seguito il Forum dell'Acqua, ci siamo mobilitati nel consiglio regionale lombardo a fianco del Pd e negli anni precedenti sostenuto prima nell'Unione e poi nel PD la necessità che il servizio idrico rimanesse patrimonio comune e pubblico. Oggi è necessario essere ancora più fermi in questa battaglia fondativa di un Paese democratico".