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domenica 16 settembre 2012

Ambiente + Economia verde = Uscire dalla Crisi


E' di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione da parte del governo di un disegno quadro sulla valorizzazione delle aree agricole e del contenimento del consumo di suolo.
Noi giovani democratici della Lombardia, condividiamo e apprezziamo gli obiettivi del disegno di legge, poichè mette un freno al consumo di suolo, favorendo  il recupero
delle aree già edificate e tutelando  le superfici agricole.
Tale provvedimento  risulta essenziale  in Lombardia ,  una delle regioni più urbanizzate e cementificate d'Europa.
Infatti, negli ultimi anni il suolo consumato in Lombardia  è stato di quasi 5.000 ettari l'anno , 140.000 metri quadrati (l'equivalente di circa 20 campi di calcio) al giorno.

In particolare nel settore agricolo dal 1999 al 2007 sono stati urbanizzati 34.163 ettari e si sono persi in maniera definitiva 43.275 ettari di superfici agricole, scendendo sotto la soglia «psicologica» del milione di ettari di territorio agricolo disponibile.
Per troppi anni il territorio lombardo  è stato vittima  di una politica fatta da Formigoni e dal centrodestra, poco lungimirante e deleteria,  caratterizzata da condoni , da una eccessiva cementificazione e da una mancata pianificazione regionale che hanno portato, tra l’altro, al verificarsi di fenomeni come l’abusivismo e uno smaltimento non sempre trasparente, e tavolta malavitoso, dei rifiuti nelle cave.

Riteniamo tale ddl particolarmente importante perché al suo interno,tra le varie misure, è prevista l'abrogazione delle norme che consentono agli enti locali di utilizzare gli oneri connessi alle nuove costruzioni (oneri di urbanizzazione) per alimentare la spesa corrente ( norme che hanno finito per incentivare un progressivo ed abnorme consumo del territorio) e la definizione, attraverso un piano nazionale, di un’estensione massima di superficie agricola edificabile.

Noi giovani democratici lombardi ci auguriamo che il disegno di legge venga approvato dal Parlamento prima della fine della legislatura. Sarebbe una svolta importante per un Paese che deve puntare sempre più sulla qualità ambientale e sull'economia verde per uscire dalla crisi.

Filippo Ferrari
Responsabile Ambiente GD Lombardia.

sabato 3 marzo 2012

Consumo di suolo: le proposte emerse


Iniziamo con una constatazione: è stato un convegno molto interessante!
I GD Lombardia si complimentano con il gruppo consiliare del PD per il convegno organizzato e, in particolar modo, con il Consigliere Prina Francesco che è stato il principale promotore dell'iniziativa e che ringraziamo per l'apertura verso le proposte e l'entusiasmo della giovanile del Partito.

Dopo il saluto del capogruppo Gaffuri, l'apertura dei lavori condotta da Prina ha illustrato la necessità dell'introduzione di una normativa cogente per minimizzare il consumo di suolo distinguendo tra il consumo e l'occupazione di suolo ovvero definendo il limite tra la necessità dell'utilizzo di suolo e lo spreco di tale risorsa.
Nella sua introduzione, il Consigliere Prina ha annunciato, con nostro grande piacere, la presa di posizione che il PD Lombardia prenderà in Consiglio Regionale in settimana e che si appresta a mantenere nel rapporto Regione-Stato: la richiesta che non sia più prorogata, oltre il termine a fine 2012, la possibilità di introdurre gli oneri di urbanizzazione a copertura della spesa corrente.
Questa richiesta, da parte dei GD Lombardia, al gruppo consiliare del PD era infatti contenuta nel nostro documento che abbiamo portato al convegno e che avevamo pubblicato nei giorni scorsi sul blog.
Dagli interventi che si sono succeduti a seguire, tra cui l'Assessore al Territorio della Regione Lombardia Belotti, la Professoressa Treu del Politecnico e molti amministratori locali o esperti della tematica sono stati di grande interesse e si è manifestata una grande concretezza delle proposte che è stata apprezzata da tutta la platea.

Tra i relatori anche il nostro Alessandro Marini, Assessore all'Ambiente del Comune di Cormano, ha ribadito il problema del consumo di suolo elencando alcuni dati e introducendo nel dibattito il problema delle 'aree standard' all'interno della pianificazione territoriale.
L'intervento completo è disponibile nella registrazione in streaming su blogdem.

L'ultimo intervento in programma è stato quello di Damiano Di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia, che ha avuto il merito di far partire il dibattito sensibilizzando molti cittadini attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare (PDL n.10) denominata "Norme per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologica preventiva"

Nel dibattito a conclusione del convegno è intervenuto anche Alessandro Grignani, Resp. Ambiente dei GD Lombardia, che ha voluto sottolineare l'interesse della giovanile su questa tematica. Dopo una premessa sull'importanza che i terreni agricoli avranno nel futuro in virtù delle previsioni di aumento della popolazione mondiale, si è concentrato sulla necessità di un nuovo tipo di sviluppo che non sia legato al consumo di suolo. A seguire è stato esposto brevemente il documento elaborato con i delegati Ambiente delle diverse Segreterie Provinciali la cui validità è stata dimostrata dal fatto che molti relatori abbiano avanzato delle proposte analoghe.

Segnaliamo il convegno di sabato 10 Marzo, di grande interesse per le politiche ambientali, con titolo "La Lombardia al futuro - Tutela dell'ambiente e green economy. Opportunità per uscire dalla crisi" al quale parteciperanno, tra gli altri, Arianna Cavicchioli, Giuseppe Civati, Gianbattista Ferrari e Pierfrancesco Maran. Noi dei GD Lombardia cercheremo di esserci e invitiamo tutti a fare altrettanto.

mercoledì 29 febbraio 2012

03/03 Consumo di suolo e diretta BlogDem


I GD Lombardia hanno elaborato le loro proposte per limitare il consumo di suolo sul nostro territorio e le presenteranno al convegno organizzato dal Partito Democratico Lombardo sabato 03/03 dalle 09 alle 13.30 al Pirellone.
Per una mattina dimentichiamoci del Congresso e parliamo di ambiente e di suolo, un bene comune irrecuperabile.

Si invitano tutti gli interessati, verso le tematiche affrontate, a partecipare all'evento e a proseguire la giornata al Pirellone seguendo l'incontro "Comunicare il clima che cambia" organizzato da Italian Climate Network che durerà anche nel pomeriggio.

- L'evento sarà trasmesso in diretta streaming su www.blogdem.it -

giovedì 23 febbraio 2012

I Giovani Democratici e il Consumo di Suolo - convegno 03/03

In data 03 Marzo, presso il Pirellone, il Gruppo del PD Lombardia, con Francesco Prina in prima linea, ha organizzato un convegno sul consumo di suolo per intavolare una discussione critica sul tema insieme ai nostri amministratori. A fianco al Partito, anche noi Giovani Democratici, abbiamo elaborato una proposta concreta e che segna una presa di posizione forte su questo tema.


I GD della Lombardia considerano il suolo un bene comune non recuperabile.
Siamo convinti che il Partito Democratico debba operare definitivamente come un grande partito ambientalista e che non si faccia scavalcare, su queste tematiche, da propagande populiste provenienti da altre forze politiche. In passato si sono perse alcune occasioni per dichiarare con forza l’attenzione del PD alle tematiche ambientali; sulla limitazione del consumo di suolo pretendiamo che si faccia un cambio di passo per non farsi sfuggire anche quest’opportunità.

Abbiamo elaborato tre proposte attuabili nel breve periodo:
  1. Chiediamo al Partito Democratico Lombardia di prendere una posizione forte e decisa per liberare le Amministrazioni Comunali dal giogo degli oneri di urbanizzazione. Proponiamo che si riformi la Legge di Stabilità individuando altre voci nei bilanci comunali per pagare le spese correnti, riducendo drasticamente la quota del 75% concessa attualmente. In quest’ottica la totale abolizione dell’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) è stata deleteria. Inoltre una quota parte degli oneri dovrebbe essere obbligatoriamente destinata a interventi di riqualifica ambientale come, ad esempio, creazione di spazi verdi, nuovi filari di alberi, sistemazione di rogge e canali, piste ciclabili, riqualifica del verde esistente e altro. Agli Amministratori facciamo notare, invece, che la sostenibilità dei servizi sociali non può prescindere dalla difesa del territorio e quindi non si può giustificare il consumo di suolo per mantenere un elevato livello di servizi.
  2. Riteniamo che debba essere vincolante l’obbligo al recupero delle aree dismesse prima ancora di procedere ad un’ulteriore espansione territoriale. Questa indicazione va associata, secondo noi, a una limitazione sul cambio di destinazione d’uso dei terreni impedendo il passaggio da area produttiva a residenziale laddove non necessario secondo le previsioni di crescita demografica. Piuttosto le aree provenienti da attività produttive dovrebbero essere recuperate creando ambienti di pubblica utilità o di recupero ambientale.
  3. Chiediamo agli organi regionali di pensare a una pianificazione territoriale regionale che sia vincolante per tutti i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale della Regione e, da qui, per i PGT dei singoli Comuni. Un dialogo e un coordinamento maggiore tra i differenti livelli amministrativi assicurerebbe un controllo più attento sulle espansioni urbane, imponendo dei limiti validi per tutto il territorio, mediante una pianificazione che prenda in considerazione le previsioni di crescita demografica. All’interno della pianificazione sovracomunale crediamo che ci debba essere una maggiore attenzione verso i grandi insediamenti quali centri commerciali, attività produttive e poli logistici che devono essere decisi da enti superiori rispetto ai singoli Comuni. Proponiamo che venga istituita, da ogni Amministrazione, una mappatura degli alloggi e degli uffici non venduti o affittati tramite la quale si possa affrontare una pianificazione più virtuosa. Questo report lo riteniamo utile sia per far indignare i cittadini, rispetto ad un aumento dell’edificazione a fronte di immobili invenduti o sfitti, sia per spingere le amministrazioni ad abbandonare determinate decisioni inutili, per poi cominciare a lavorare su progetti di riutilizzo e reintroduzione nel mercato.
>> Scarica la locandina del convegno

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    mercoledì 8 giugno 2011

    4 SI per l'Italia

    Domenica 12 e lunedì 13 giugno referendum: tutti i cittadini con più di 18 anni possono votare per deicidere del futuro ambientale del nostro Paese e della qualità della nostra democrazia.
    I Giovani Democratici votano e chiedono di votare 4  SI. Per l'acqua pubblica, per le energie rinnovabili invece del nucleare e  contro il Legittimo Impedimento per una giustizia uguale per tutti senza sconti.
    Vieni a  votare e porta a votare almeno due tuoi amici: dobbiamo essere in tanti perchè il referendum sia valido e vinca l'Italia pulita e creativa!

    martedì 31 maggio 2011

    Al via la campagna per i Referendum

    I Giovani Democratici della Lombardia ai Referendum del 12 e 13 giugno sostengono 4 sì e partono da subito con la campagna referendaria in Lombardia.
    Due gli appuntamenti nei prossimi giorni>>

    martedì 29 marzo 2011

    I giovani democratici della Lombardia prendono posizione sui referendum: 4 SI!

    I Giovani Democratici della Lombardia ai Referendum di giugno sostengono 4 sì. Questa la scelta regionale, approvata sabato scorso 26 marzo, in attesa che il PD riuscisse a prendere una posizione univoca naizonale.  Al PD, che ieri si è espresso per 3 sì, lasciando inevaso il tema del secondo quesito referendario sull'acqua, i GD lombardi chiedono decisione più rapide e chiare, mentre il partito si mostra ancora una volta claudicante.
    "Si tratta di Referendum abrogativi" spiega Silvia Gadda, Segretaria regionale dei giovani del PD lombardo, "e di un tema sul quale il PD si è mosso tardi e confusamente fin dall'inziio, mancando di un protagonismo politico all'altezza del principale partito di opposizione. Sebbene nel merito dei quesiti e dello stesso strumento referendario si possano nutrire perplessità,  ora che il Referendum è realtà è importante essere chiari e netti su temi centrali, che toccano al qualità della vita di tutti noi: il momento delle differenziazioni sarà quello successivo della proposta, ora siamo solo all'brogazione di proposte inique. Oggi dobbiamo innanzi tutto cercare di far raggiungere al referendum il quorum, altrimenti la sconfitta di tutto il centrosinistra e segnerà una svolta nelle politiche del paese sui servizi e sull'ambiente".

    giovedì 24 marzo 2011

    MANDA UNA MAIL PER DIRE NO AL NUCLEARE!



    «Le centrali nucleari in Lombardia – dichiara Silvia Gadda, segretario dei GD Lombardia - che vuole così tanto il Presidente Roberto Formigoni (http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/18/news/nucleare_lombardia_autosufficiente_ma_non_ci_tiriamo_indietro_sulla_scelta-13762182/), saranno forse pronte quando lui avrà 80 anni.  Noi, che ne avremo 35 di anni, le centrali nucleari non le vogliamo».
    Arriva un messaggio forte e chiaro dai Giovani democratici della Lombardia, da sempre contrari al ritorno del nucleare in Italia, perché convinti che la via da seguire sia quella di uno sviluppo con fonti energetiche “pulite”.
    «Lo scorso 19 dicembre – spiega Bufalino Giuseppe, esperto delle tematiche ambientali per i giovani del PD -  eravamo tantissimi a Viadana, nel mantovano, per manifestare contro la politica scellerata del governo e del presidente Formigoni sul ritorno del nucleare in Italia; il popolo italiano si è già espresso contro questa ipotesi col referendum del 1987.  Abbiamo deciso, a seguito delle dichiarazioni del presidente Formigoni di venerdì scorso con cui apre all’ipotesi di costruire nuove centrali nucleari nel nostro territorio, di sommergere di e-mail gli uffici di Regione Lombardia per far sentire la nostra voce e per ribadire l’invito a chi governa la regione di meditare e considerare con attenzione la prospettiva di sviluppo energetico che vogliamo per il nostro paese e per la nostra regione». I giovani ritengono che il governatore della Lombardia dovrebbe mettersi d’accordo con se stesso: le sue recenti dichiarazioni (favorevole al nucleare in Lombardia) “cozzano” in modo evidente con quanto promesso in campagna elettorale (assolutamente contrarie al nucleare il Lombardia).
    Tutti i cittadini lombardi sono invitati a inviare una MAIL al presidente Formigoni e agli assessori per dire NO al Nucleare. 


    Clicca qui sotto per mandare la mail!

    SCRIVI AL PRESIDENTE FORMIGONI


    Se il link non funziona usa questi dati:

    INDIRIZZI:

    roberto_formigoni@regione.lombardia.it, 

    marcello_raimondi@regione.lombardia.it, 
    andrea_gibelli@regione.lombardia.it,
    giulio_decapitani@regione.lombardia.it, 
    romano_colozzi@regione.lombardia.it, 
    domenico_zambetti@regione.lombardia.it,
    stefano_maullu@regione.lombardia.it, 
    massimo_buscemi@regione.lombardia.it, 
    Giulio_Boscagli@regione.lombardia.it,
    raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it, 
    gianni_rossoni@regione.lombardia.it, 
    romano_la_russa@regione.lombardia.it,
    Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, 
    carlo_maccari@regione.Lombardia.it,
    Alessandro_Colucci@Regione.Lombardia.it, 
    monica_rizzi@regione.lombardia.it, 
    daniele_belotti@regione.lombardia.it, 
    dejavunonuke@gmail.com;
    OGGETTO: No Al Nucleare Si ad un piano di sviluppo energetico alternativo per il paese e la Lombardia.
    TESTO : Egregissimo Presidente,
    Dopo i tragici avvenimenti del Giappone e il passo indietro fatto da tutti i Paesi europei sul tema del nucleare, il governo italiano non ha voluto prendere, per l'ennesima volta, una posizione chiara su questo argomento.
    LEI in data 18/3 ha dichiarato: "Io non mi tiro indietro. Voglio partecipare al dibattito sul piano per il ritorno del nucleare in Italia", parlando poi della necessità liberarsi dalla dipendenza del petrolio e rimanere competitivi con nazioni come Francia e Germania.
    Particolare questa Sua posizione, quando in piena campagna elettorale aveva affermato: "Ho parlato molto chiaramente affermando che la Lombardia ha raggiunto l’autosufficienza energetica. Non abbiamo quindi bisogno di centrali nucleari".
    La Sua incoerenza e le Sue bugie rivelano che il tanto caro al nostro governo "piano per il rilancio del nucleare" mostra delle contraddizioni per favorire la lobby del nucleare:
    -      la Germania ha già approvato un piano per la chiusura delle sue centrali nucleari entro il 2030 ma sta cercando di affrettare i tempi puntando sulle energie rinnovabili e sulla ricerca in questo settore
    -      Il nucleare è costoso (30 Miliardi di Euro per produrre tra 20 anni il 4% di energia), poco sicuro e non riduce la dipendenza dal petrolio: l'Italia non possiede Uranio e dovrebbe importarlo da altri Paesi, e produrrebbe solo energia elettrica, per cui non sostituirebbe per nulla affatto il petrolio. Inoltre non si è ancora data una risposta al problema delle scorie radioattive.
    -      La Lombardia è autosufficente e non ha bisogno del nucleare. La Francia, per garantire il funzionamento continuo delle sue centrali è costretta a vendere sottocosto la sua energia alle nazioni confinanti


    Noi Giovani Democratici siamo contro l'energia nucleare e Le chiediamo che venga predisposto dal governo e dalla Regione Lombardia un piano per il rilancio delle energie rinnovabili in Italia, per garantire un futuro sicuro e sostenibile a tutti, nel pieno rispetto dell'ambiente e delle comunità locali, che non possono barattare la loro sicurezza e la loro salute con incentivi economici che deriverebbero dall'installazione di una centrale nel loro territorio.


    Giovani Democratici Lombardia



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    Verso i referendum di Giugno su Acqua Pubblica, Nucleare e Legittimo impedimento

    In occasione del prossimo Referendum Day del 12 Giugno 2011 , ci dovremo esprimere su quattro quesiti.
    Di seguito, vi presentiamo in maniera sintetica i quattro referendum abrogativi su cui saremo chiamati ad esprimerci ma prima una DOVEROSA ED IMPORTANTISSIMA PREMESSA:
    Per legge, affinché i referendum abrogativi abbiano effetto, occorre che la percentuale dei votanti raggiunga il 50% più uno degli aventi diritto al voto (il cosiddetto quorum).
    ■ Essendo abrogativi, se volete ad esempio dire no al nucleare, OCCORRE VOTARE SI, ci raccomandiamo, sembra incoerente ma è cosi’, si dice SI all’abolizione del decreto-legge
    Il primo quesito riguarda il “legittimo impedimento”, cioè l’istituto giuridico che permette all’imputato in un processo di giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula, ed è quello che ha le conseguenze politiche più rilevanti, dal momento che è stato indetto per abrogare la legge che porta il suo nome. A presentare il referendum è stato il partito dell’Italia dei Valori. Il quesito su cui saremo chiamati ad esprimerci è il seguente:
    ■ “Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.
    Il secondo quesito, particolarmente lungo e articolato, presentato sempre dall’Italia dei Valori, punta ad abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. E’ il cosiddetto ‘referendum sul nucleare’, tema oggi giorno particolarmente scottante, dopo quanto accaduto a seguito del terremoto in Giappone. Il quesito su cui saremo tenuti ad esprimerci, in parte schematizzato, suona più o meno così:
    ■ “Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”.
    Gli ultimi due quesiti si occupano della privatizzazione dell’acqua: uno in particolare riguarda le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il testo del quesito è il seguente:
    ■ “Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.
    Lo approfondiamo in questo post di dettagli: Acqua=bene comune: guida al referendum contro la privatizzazione dell’acqua
    Il quarto e ultimo quesito riguarda sempre la privatizzazione dell’acqua e in particolare la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene chiesta una parziale abrogazione della norma:
    ■ “Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.

    martedì 11 gennaio 2011

    I Giovani Democratici Sondrio e lo spot del Forum Nucleare: «Siamo sicuri sia obiettivo? «Auspichiamo un no forte all'installazione di centrali nucleari sul suolo provinciale, regionale e nazionale».

    * Tratto da GD Sondrio

    I Giovani Democratici Sondrio intendono portare all'attenzione della popolazione provinciale lo spot del Forum sul Nucleare che ha iniziato a girare su RAI e Mediaset durante l'ultima settimana del 2010. Apparentemente è uno spot obiettivo: confrontandosi in una partita a scacchi due giocatori si interrogano su alcuni aspetti della scelta del nucleare (l'utilità, la sicurezza) e, alla fine dello spot, si scopre che i due giocatori sono in realtà la stessa persona. Metafora: ognuno di noi deve riflettere con sé stesso per poi prendere una decisione all'interno del dibattito sulla possibilità di installare nuove centrali nucleari sul territorio italiano.

     

    Ma, tramite anche solo un'abbozzata analisi dello spot, questa parvenza di obiettività si incrina. È infatti uno "spot di proiezione", ovvero uno spot che, rivolgendosi ad un pubblico in maggioranza avverso al nucleare (principalmente grazie al ricordo di Chernobyl), evita di prendere esplicitamente una posizione. Ma non si risparmia di farlo implicitamente, tramite tecniche comunicative molto sottili, ma di impatto efficace.
    Il "contro" usa le pedine nere mentre il "pro" usa le pedine bianche; la voce del sé "contro" l'energia nucleare è cupa mentre quella "pro" è suadente; il "contro" trascina le pedine e fa mosse "banali" (sembra anche incerto nei movimenti) mentre il "pro" è deciso, fa mosse da "chi sa giocare a scacchi" e poggia con fermezza i pezzi sulla scacchiera; il "contro" usa sempre e solo l'alfiere nero, mentre il "pro" usa il cavallo (tranne una volta l'alfiere bianco) il pezzo più riconoscibile (che ispira libertà, nobiltà, forza, natura, ecc); nel fermo immagine il se stesso a sinistra (quello "pro" bianco) e quello a destra (quello "contro" nero) anche se sono "la stessa persona" sono leggermente diversi, difatti quello a sinistra ("pro") è più "bello" che quello a "destra" (con naso a gobba e leggermente più basso del "buono", è un classico). Inoltre, sarebbe intreressante analizzare anche gli elementi di contorno (la scacchiera, la stanza) e le frasi dei due giocatori (la scambio conclusivo è di grande impatto: "il nucleare è una mossa azzardata", "oppure una grande mossa").
    In conclusione, a chiunque potesse, ignorando di fatto come viene costruita la comunicazione politica e la pubblicità, bollare come irrilevanti gli aspetti propagandistici dello spot ricordiamo che
    lo spot, costato circa 6 milioni di euro (dati del Sole 24 ore), è sponsorizzato dal Forum Nuclare.
    Il Forum Nucleare è un'associazione no-profit, tra i cui soci figurano Edf (Électricité de France, compagnia francese fornitrice di energia elettrica, impegnata fortemente nel nucleare), Enel (La nostra principale fornitrice di energia elettrica), Gdf (Gaz de France, società francese che opera nell'energia), Suez (società francese che opera nell'energia), Techint (società che si occupa di impianti), Terna (società responsabile della trasmissione dell'energia elettrica in Italia) e Westinghouse (compagnia elettrica). Risulta arduo pensare che questi soggetti abbiano speso 6 milioni di euro solo per la obiettiva sensibilizzazione della popolazione.
    I GD della provincia auspicano un atteggiamento coerente, da parte di chi ha costruito il proprio successo elettorale sulla difesa incondizionata degli interessi particolaristici del proprio territorio, nel dire un no forte all'installazione di centrali nucleari sul suolo provinciale, regionale e nazionale.


    Simone Benazzo

    Resp comunicazione Gd Sondrio


    Giuseppe Bufalino
    Resp Ambiente GD Lombarda

    giovedì 16 dicembre 2010

    Nucleare: mentre Formigoni dorme, i giovani del Pd hanno le idee chiare sul futuro


    I Giovani Democratici della Lombardia e dell’Emilia Romagna saranno a Viadana (MN) domenica 19 dicembre insieme a sindaci, associazioni e cittadini, per dire NO all’ipotesi di centrale nucleare.
    Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia-Romagna: «Solo la green economy come via per uscire dall’attuale crisi».

    Decisi a difendere il proprio territorio. Con questo spirito i Giovani Democratici della Lombardia e dell’Emilia Romagna saranno a Viadana (MN) domenica 19 dicembre, dalle ore 10, insieme agli amministratori locali, associazioni, comitati e cittadini.
    I democratici under 30 del Nord hanno organizzato una manifestazione nella cittadina al confine con il Reggiano, che figura tra i luoghi dove potrebbe sorgere una centrale nucleare, per dire un NO deciso e motivato al ritorno del nucleare in Italia.
    I giovani del Partito Democratico sostengono che gli investimenti sulla ricerca sono l’unica strada per sviluppare sistemi sicuri ed efficienti per la produzione dell'energia e il risparmio energetico è l’unico obiettivo per il rispetto dell'ambiente e il miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini.
    «Condivido e sostengo l’iniziativa dei Giovani Democratici – dichiara Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia-Romagna -. Non siamo e non saremo mai favorevoli all’installazione di una centrale nucleare nella nostra Regione e in Lombardia. Siamo contrari al nucleare di terza generazione che, come hanno dimostrato ormai dal punto di vista scientifico tantissimi eccellenti centri internazionali, presenta problemi serissimi in ordine di sicurezza e costi». «Dobbiamo puntare sull’economia verde – prosegue il Presidente -, sul risparmio e l’efficienza energetica e sulle fonti alternative, per dare all’Italia uno sviluppo sostenibile e duraturo nel tempo. La green economy, dunque, come via per uscire dall’attuale crisi, un’economia intelligente perché è tale un’economia che fa sviluppo riducendo al minimo il consumo delle risorse finite. Complimenti ai ragazzi per il loro impegno su temi così importanti per il futuro del nostro Paese».
    La manifestazione, organizzata in collaborazione con il Partito Democratico, conta già sull’adesione di Legambiente, Coldiretti, Energia felice, Comitato H2O, Cia, e vedrà l’arrivo di un corteo nella piazza di Viadana, dove prenderanno la parola Maurizio Martina (Segretario regionale PD Lombardia) e Stella Bianchi (Responsabile Nazionale Ambiente del Partito Democratico).
    Presenti anche gli amministratori locali del territorio (molti sindaci con la fascia tricolore), rappresentanti delle associazioni e dei comitati locali.
    «Diciamo NO al nucleare – spiegano Silvia Gadda, Segretaria dei Gd Lombardia, e Giuseppe Bufalino, esperto delle tematiche ambientali per i giovani del PD – perché inutilmente costoso, quando gli stessi soldi potrebbero essere investiti da subito su energie rinnovabili e il loro potenziamento nel territorio nazionale.»

    Purtroppo il Presidente della Lombardia Roberto Formigoni, ha assunto un atteggiamento opportunista e servile verso il Governo nazionale su questi temi. La prospettiva di una centrale nucleare in Lombardia, e, in particolare a Viadana, è assurda. Ancora più sorprendente è l’atteggiamento del  Presidente Formigoni che non muove un dito per smentire o prendere una posizione netta contro il nucleare in Lombardia».
    Tra i partecipanti alla manifestazione di domenica anche uno dei simboli storici della battaglia antinucleare: il famoso trattore agricolo Super Landini, fabbricato negli anni Trenta e protagonista di molte manifestazioni ecologiste nel corso dei decenni.

    mercoledì 20 ottobre 2010

    Nucleare? Le bugie di Formigoni e la scommessa mancata delle energie rinnovabili

    Il neo-ministro Paolo Romani rimette in pista la questione di una centrale nucleare in Lombardia. Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, si dice disponibile. Ma, non è lo stesso Roberto Formigoni che in campagna elettorale aveva dichiarato: "Il nucleare? Mai in Lombardia."? Proprio lui. E oggi, a urne chiuse e comodamente insediato sulla più alta poltrona, ha cambiato idea.
    "Un atteggiamento opportunista e servile" commentano Silvia Gadda, Segretaria dei Gd lombardia, e Giuseppe Bufalino, esperto delle tematiche ambientali per i giovani del PD. "Oggi ci svegliamo con la favola del nucleare che ritorna all’attenzione. Ci svegliamo con la prospettiva di una centrale nucleare in Lombardia (le zone possibili del sito sono: lungo il Po tra Cremona e Mantova oppure nell’alto lago di Como) e sorprendentemente il presidente Formigoni non muove un dito per smentire o prendere una posizione netta contro il nucleare in Lombardia".
    I Giovani Democratici della Lombardia prendono una posizione netta non solo contro il nucleare in Lombardia (uno dei problemi del nucleare sarà anche quello di superare la sindrome NIMBY Not In My Back Yard), ma soprattutto contro questo progetto scellerato di sviluppo economico ed energetico della destra che punta sulla reintroduzione del nucleare e dimentica di investire seriamente sulle energie rinnovabili.

    I Giovani Democratici della Lombardia dicono un No deciso e motivato al ritorno del nucleare in Italia!
    No al nucleare inutilmente costoso quando con gli stessi soldi si potrebbe investire da subito su energie rinnovabili e il loro potenziamento nel territorio Nazionale!
    No al nucleare perché non siamo disposti a pensare a uno smaltimento dei rifiuti tossici  gestito come lo smaltimento dei rifiuti di Napoli.
    Sì agli investimenti sulla ricerca, unica strada per sviluppare sistemi sicuri e efficienti per la produzione dell'energia.
    Sì al risparmio energetico come obiettivo per il rispetto dell'ambiente e il miglioramento delle condizionidi vita di tutti noi.
    Sì a una pianificazione europea della produzione di energia per valorizzare le strutture già esistenti e massimizzarne al resa.
    Come Giovani Democratici della Lombardia pretendiamo di avere un Italia al passo degli altri paesi europei e gli USA, un paese che investa più sulle energie rinnovabili, sulle risorse ambientali del territorio e che attui una politica coraggiosa improntata alla green economy. E non un paese e un governo che si nasconda dietro favole e grandi bugie.

    giovedì 29 aprile 2010

    Due giorni sull'ambiente a Piacenza

    I Giovani Democratici di Piacenza, in collaborazione con i Giovani Democratici Emilia Romagna, i Giovani Democratici Lombardia, il PD Emilia Romagna e il PD Piacenza, organizzano a Piacenza un Forum su Energia e Ambiente nei giorni 8 e 9 Maggio 2010.
    L’idea di organizzare il Forum nasce, in primo luogo, dalla convinzione che da un momento di confronto e di dibattito possano emergere le risposte a delle esigenze che si pongono in maniera sempre più pressante, e soprattutto, che coinvolgono direttamente  il nostro territorio. Piacenza come territorio-ponte tra Nord e Sud e tra Ovest ed Est, Piacenza come importante polo energetico nella Regione: peculiarità territoriali che si accompagnano però a problematiche più ampie, da affrontare mediante soluzioni che coinvolgano temi come la mobilità sostenibile, la formulazione di politiche dei trasporti a livello nazionale e transnazionale, le fonti energetiche tradizionali e alternative, la gestione dei servizi di pubblica utilità, e soprattutto, queste soluzione devono includere i territori circostanti.
    L’opportunità di svolgere a Piacenza questo incontro è rafforzata dalla presenza, in quei giorni, di un importante convegno, “Facciamo sull’energia”, che vedrà la partecipazione di numerosi esperti che interverranno proprio sui temi dell’energia, dei trasporti e dell’ambiente. Approfittando delle elaborazioni tecniche e scientifiche del convegno,  si potrà avviare un dibattito sulle scelte politiche da affrontare, beneficiando della presenza di importanti relatori del Partito Democratico, di importanti associazioni e di un ampio pubblico.  PROGRAMMA http://www.piacenza361.it/
    Partecipa alla DUE GIORNI SULL'AMBIENTE DEI GD! Contatti Giuseppe Bufalino, responsabile Ambiente GD Lombardia, cell. 3404606531 e mail giusymus@libero.it.

    PROGRAMMA APPUNTAMENTI GD:
    -- Sabato 8 Maggio 2010 - Ore 19.00 “Beni pubblici tra gestioni private e fallimenti del mercato. Trasporti, acqua, servizi energetici”
    -- Domenica 9 Maggio 2010 - Ore 19.00 “L’economia verde: come conciliare sostenibilità economica e sostenibilità ambientale”

    domenica 17 gennaio 2010

    Nucleare: vogliamo conoscere i siti prima delle elezioni regionali

    Con il referendum abrogativo del 1987 fu "di fatto" sancito l' abbandono da parte dell' Italia del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico ed infatti di lì a poco le quattro centrali nucleari in Italia furono chiuse. Il governo Berlusconi ha riaperto invece la questione nel luglio del 2009 con l'approvazione del disegno di legge sullo svilupo economico, che introduceva nuove norme in materia di energia e sistema imprenditoriale, tra cui la reintroduzione dellla possibilità di costruire centrali ad energia nucleare. Da quel momento si sono susseguite voci sulla possibile collocazione delle centrali nucleari, ma dal governo è arrivato solo un decreto che ha delineato i criteri generali per la selezione dei luoghi candidati e le relative compensazioni ambientali ed economiche per la popolazione locale. Nessun nome ufficiale finora, anche se una lista di località pre-designate sta circolando tra smentite e mezze conferme. Il tema vero che sembrerebbe bloccare tutto l'iter è la vicinanza con le elezioni regionali del prossimo marzo e la possibilità per la coalizione al governo di perdere consenso elettorale qualora i siti che dovranno ospitare fossero divulgati ufficialmente. In Lombardia e nelle aree limitrofe ci sono diversi aree potenzialmente, idonee a questo scopo, soprattutto lungo il corso del Po nelle province di Mantova e Cremona. Del resto anche il governatore uscente Formigoni ha dichiarato pubblicamente di essere favorevole ad ospitare centrali nucleari sul territorio lombardo. Per questo motivo i Giovani Democratici della Lombardia sostengono la necessità che i luoghi in cui dovrebbero sorgere le centrali nucleari siano resi pubblici prima delle elezioni. Questo per una questione di trasparenza e responsabilità di fronte innanzitutto ai cittadini e a tutto l'elettorato, a prescindere poi dalle posizioni che si possono avere di fronte alla scelta della reintroduzione del nucleare nel nostro Paese.

    sabato 28 novembre 2009

    Legge non potabile. Diciamo no alla privatizzazione dell'acqua


    Oggi la Camera dei deputati ha votato la fiducia al Governo sul decreto “salva- infrazioni” che contiene la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la gestione dell’acqua.
    Hanno votato 590 deputati e il governo ha ottenuto 320 sì, contro i 270 no dell'opposizione.
    PDL e LEGA danno il via libera alla privatizzazione di un bene comune primario.
    Le prime forme di condivisione democratica sono nate nella dimensione delle comunità locali dove, oltre ad una comunità di destini, vi era la gestione diretta dell’acqua e delle altre risorse territoriali. Oggi questa gestione viene sottratta ai cittadini senza nemmeno la possibilitòà per il parlamento di discutere le nuove norme.
    "Con la fiducia si dà il via libera a una norma che consegnerà il business dell'acqua a quattro o cinque multinazionali, impedendo ogni efficace controllo pubblico sui criteri d'uso, sul prezzo, sulla tutela di un bene comune come le risorse idriche" dichiara Silvia Gadda, segretaria regionale dei Giovani democratici. "Abbiamo seguito il Forum dell'Acqua, ci siamo mobilitati nel consiglio regionale lombardo a fianco del Pd e negli anni precedenti sostenuto prima nell'Unione e poi nel PD la necessità che il servizio idrico rimanesse patrimonio comune e pubblico. Oggi è necessario essere ancora più fermi in questa battaglia fondativa di un Paese democratico".

    mercoledì 18 novembre 2009

    Privatizzano anche l'acqua! Il no del PD

    Privatizzano anche l'acqua! Il no del PD
    Da Berlusconi regalo da 8 miliardi di euro a grandi aziende e multinazionali: il monopolio dell'acqua
     
    Avere l'acqua a dispozione è un diritto. Mentre il mondo e le organizzazioni internazionali si preoccupano di far sì che la più preziosa delle risorse sia fruibile dall’intera popolazione mondiale, il governo, neanche a dirlo, rema controcorrente e si avvia invece alla sua privatizzazione. La politica dell’”acqua al migliore offerente”, argomento chiave del decreto-salva infrazioni votato e approvato ieri dal Senato, è stata arginata dall’emendamento PD, inserito all’ultimo minuto nel testo. “L’acqua è di proprietà dello stato”: poche parole che però riescono nell’impresa di limitare la mercificazione selvaggia voluta dal ministro Ronchi, ideatore del decreto.
    Un giro d’affari da 8 miliardi. Nonostante la modifica, il testo rimane potenzialmente pericoloso e rischia di spingere le aziende del settore ad una febbrile caccia all’oro che penalizzerebbe pesantemente i consumatori. Vediamo perché.
    Al momento in Italia la rete idrica è coperta da circa 110 gestori, divisi per ambiti territoriali ottimali. Di questi ben 64 sono a capitale pubblico e servono metà della popolazione, il resto è a capitale misto o privato. La riforma di ieri cancella ogni regola e apre alla privatizzazione selvaggia. Si consente la gestione a società “in ogni forma costituite”. Non è tutto, il privato deve possedere una quota corrispondente ad “almeno il 40% della società” e spetterà a lui l’ultima parola sugli investimenti. In sostanza il pubblico diventerà un’ospite poco gradito.
    È ovvio che i un sistema così articolato, la logica di mercato avrà la meglio sulla volontà di garantire a tutti un diritto, quindi si può prevedere realisticamente che le società decidano di massimizzare i profitti gonfiando le tariffe. Quanto ci guadagnano le aziende private? Si stima, in difetto, che il gioco al rialzo potrebbe fruttare in 10 anni ben 8 miliardi di euro.
    Che fine fanno gli enti pubblici? A loro resta una quota che non potrà superare il 40%, pochi poteri e praticamente nessuna possibilità di contrastare gli interessi dei grandi gestori privati italiani. Inoltre la riforma spalanca le braccia alle multinazionali, come le francesi Veolia e Suez, impazienti di accaparrarsi altre zone del territorio. L’Antitrust già parla di “monopoli pubblici sostituiti da monopoli privati”.
    Sindaci ribelli. Insomma, in generale la prospettiva di grandi aziende con in mano le chiavi del proprio rubinetto non piace a nessuno, ma in particolare non entusiasma chi da decenni lotta col problema della scarsità idrica. Per questo un centinaio di sindaci siciliani si sono coalizzati per risolvere il problema alla fonte: non consegneranno le chiavi degli acquedotti a gestori privati. La Sicilia, uno dei pionieri della privatizzazione idrica fin dal 2005, sa cosa vuol dire ridurre un necessità primaria all’interesse di pochi e soprattutto sa quanto i traffici miliardari concentrati nelle mani di un numero ristretto di imprenditori possa far gola a Cosa Nostra. Il braccio di ferro fra i sindaci irriducibili e la regione si è spesso evoluto nell’invio di qualche commissario, non proprio irreprensibile. È il caso dell’ingegnere Rosario Mazzola, commissario per l’Ato di Palermo e allo stesso tempo consigliere per alcune società che controllano Acque potabili siciliane…coincidenza o piccolo caso di conflitto d’interessi?

    domenica 4 ottobre 2009

    Messina: cordoglio per le vittime dell'alluvione

    E' di 28 il numero delle vittime accertate della tragica alluvione che ha colpito la provincia di Messina e in particolare il comune di Gianpilieri. I Giovani Democratici della Lombardia esprimono il loro più profondo cordoglio e si stringorno attorno alle vittime di questo disastro purtroppo annunciato. "La causa scatenante le forti alluvioni è stata certamente l'elevata intensità di eventi meteorici, ma non può non essere presa in considerazione la leggerezza di alcune scelte territoriali, che si sono rilevate determinanti negli effetti provocati dal dissesto idrogeologico. Scelte che hanno fatto sì che il degrado dei corsi idrici del messinese diventasse un fenomeno ormai generalizzato e diffuso capace di provocare un vero e proprio disastro". Queste parole sono contenute negli atti dell'inchiesta che la procura di Messina mise in campo dopo l'alluvione nel 2007, che colpì la stessa zona e mise già allora in evidenza la crititicità idro-geologica del territorio pur senza creare vittime. Purtroppo oggi l'abusivismo edilizio, la non curanza per l'ambiente circostante hanno portato a questa catastrofe,  che solamente in parte è dovuta ad un eccezionale evento atmosferico. Noi crediamo invece che il rispetto per la legalità e la tutela dell'ambiente avrebbero senza dubbio risparmiato altri lutti e dolori ad una terra già duramente colpita e provata.

    martedì 12 maggio 2009

    "Mi piace se ti muovi"promozione campagna a Radio Navigli

    >> Radio dei Navigli <<Martedì 12 maggio alle ore 21 Silvia Gadda (segretaria regionale GD) e Giuseppe Bufalino (resposanbile regionale per l'ambiente GD) parteciperanno al programma radiofonico "Il mondo a 360 gradi" intervistati da Antonio Rinaldi.
    Tra i vari punti verrà presentata la campagna di comunicazione dei Giovani Democratici della Lombardia "Mi piaci se ti muovi" sulla mobilità e la campagna tematica "Via col verde" su sviluppo sostenibile e green economy.
    >> http://www.radiodeinavigli.com

    giovedì 12 febbraio 2009

    M'illumino di meno: GD Lombardia aderisce all'iniziativa!!

    Per il quinto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 13 febbraio 2009 M'illumino di meno, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2008 dalle ore 18.  Nelle precedenti edizioni M'illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un'allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. I Giovani Democratici della Lombardia aderiscono a questa importante campagna di sensibilizzazione su una tematica di grandissima importanza come il risparmio