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giovedì 12 gennaio 2012

Assemblea regionale PD Lombardo

Sabato 14 gennaio presso il Teatro Elfo Puccini (Corso Buenos Aires 33, Milano) si terrà l'Assemblea regionale del PD Lombardo dal titolo "PIU' EUROPA, PIU' FUTURO". 


La prima parte dei lavori (9.45- 13) vedrà la partecipazione di diversi europarlamentari del gruppo dei Socialisti e Democratici a Bruxelles come Antonio Panzeri, Patrizia Toia, David Sassoli, Hannes Swoboda (Austria), Stephen Hughes (Regno Unito) e Catherine Trautman (Francia).


Nel pomeriggio (14-18) interverranno, tra gli altri, il Segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e due sindaci importanti come Giuliano Pisapia e Piero Fassino. 






Ecco il programma nel dettaglio:


9.45 - 13.00: 1° Sessione 
UN’ALTRA IDEA DELL’EUROPA

Introduce: Antonio PANZERI, Europarlamentare 
Coordina: Patrizia TOIA, Europarlamentare
Intervengono: Hannes SWOBODA (Austria), Stephen HUGHES (Regno Unito),
Catherine TRAUTMAN (Francia)
- DIBATTITO -
Conclude: David SASSOLI



14.00 - 18.00: 2° Sessione
PER LA RICOSTRUZIONE ITALIANA

Introduce: Maurizio MARTINA
- DIBATTITO -

Portano il loro saluto
Piero FASSINO, Sindaco di Torino e
Giuliano PISAPIA, Sindaco di Milano
Conclude: Pierluigi BERSANI





venerdì 16 dicembre 2011

Giovani e lavoro, parliamone!

Tempo di crisi, tempo di recessione, di manovre "salva Italia".

Chi paga di più?

I soggetti più deboli della società. Tra questi, chi occupa un ruolo di primo piano? I giovani. E' urgente, urgentissimo, avviare politiche che agevolino l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che ne tutelino i diritti, che ne valorizzino la spinta innovativa e propulsiva da cui la stagnante economia italiana non potrebbe che trarre vantaggio.


Quali sono le proposte del Partito Democratico in materia di politica del lavoro, quali le buone pratiche europee che possiamo imitare per facilitare l'accesso dei giovani alle professioni? Con la disoccupazione giovanile pericolosamente vicina al 30%, è tempo di avviare una seria e concreta discussione sulle politiche del lavoro, che il Partito Democratico si propone di guidare con le sue proposte.


Ne parliamo lunedì 19 dicembre, dalle ore 21, alla Casa della Cultura in Via Borgogna a Milano.


Partecipano:


Tiziano Treu - Senatore PD
Antonio Panzeri - Eurodeputato PD
Alessandro Rosina - Professore Università Cattolica Milano
Laura Specchio - Responsabile Lavoro e Professioni PD Lombardia
Stefano Tosi - Consigliere Regionale Lombardia

Noi Giovani Democratici parteciperemo portando il nostro contributo, le nostre proposte, le nostre esperienze dirette nel campo del lavoro.


Vi aspettiamo!

venerdì 14 ottobre 2011

Lettera a "l'Unità" del Segretario nazionale GD Fausto Raciti sulle manifestazioni del 15 Ottobre

Come da rituale, il dibattito attorno alle manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni e di cui la data europea del 15 ottobre rappresenta la prima vera tappa, riguarda principalmente le preoccupazioni relative alla sicurezza e all'ordine pubblico. Sono preoccupazioni comprensibili, certo, ma non spiegano nulla di ciò che di importante sta avvenendo. Allora può valere la pena ascoltare le parole del Presidente degli Stati Uniti, che davanti manifestazioni a Wall Street ha detto: “E' la voce degli americani frustrati dal funzionamento delle strutture economiche e finanziarie di questo Paese”.


La frustrazione di cui parla Obama però nasce qui, nell'Europa messa sotto scacco dalla crisi dei debiti sovrani e del divorzio tra economia e sovranità democratica. Messi all'indice, questa volta, sono la finanza e le sue regole. In Italia, in particolare, è sotto accusa la lettera della Banca centrale europea come tentativo di sostituirsi, da parte di quest'ultima, al Parlamento, arrivando addirittura a prescrivere in che direzione modificare la Costituzione, il fondamento del patto tra Repubblica e cittadini. In questo senso, abbiamo di fronte un movimento che immette anticorpi dentro le nostre democrazie malaticce. Un movimento possibile perché nato da una generazione che ha conosciuto il divario tra ricchi e poveri nella forma dell'esclusione dall'età adulta. 


La democrazia e gli spazi della politica sono, finalmente, i veri oggetti del contendere, in un sistema nel quale la sovranità democratica sembra essere sospesa in nome dei diktat della finanza e delle sue strutture e in cui la politica viene ridotta a tecnocrazia in nome di leggi economiche che pretendono di farsi scienza esatta. Dentro un mondo alla rovescia questo movimento è forse il primo e forte segnale del bisogno di trovare un ordine giusto alle cose e il primo segnale di consapevolezza che non sarà il ritorno alle ricette della vecchia e solida socialdemocrazia del compromesso tra stato e mercato a restituirlo, ma che il nodo irrisolto riguarda la natura e gli obiettivi della costruzione europea.


Non era forse per questo che è nato il Partito democratico? Non è forse per questo che siamo tra i più fermamente europeisti? L'Europa è lo strumento per colmare l'asimmetria tra democrazie piccole e povere e mercati finanziari veloci, onnipotenti ed invasivi il cui prevalere ha affermato l'idea che la cittadinanza debba passare essenzialmente per il consumo e che nessuno meglio del libero mercato possa garantire gli interessi della collettività. Uno dei grandi temi del movimento operaio in Italia è stato quello del passaggio “da sfruttati a produttori”. Oggi, invece, il problema inedito con cui confrontarsi è quello del salto da consumatori a cittadini. E' da questa base che vanno difesi e reinventati il nostro welfare, il nostro sistema della conoscenza, i nostri meccanismi di rappresentanza democratica, il nostro modello di sviluppo, ripartendo da quel libro bianco di Delors rimasto solo una promessa. Se la sinistra non si fa carico di queste grandi domande, non riuscirà nemmeno a rendere credibile la possibilità di cambiamenti più piccoli.


Per questo il 15 è una data importante e dentro la quale, insieme al comitato contro la precarietà, "Il nostro tempo è adesso", noi ci saremo. Anche per contrastare chi cerca di mettere cappelli su un movimento plurale o spingere, da dentro e da fuori, una generazione sulla strada dell'antipolitica: su quella strada si incontrano solo Della Valle, Montezemolo, o, peggio, un ribellismo impotente e violento. Le battaglie referendarie sono senza dubbio un precendete che lascia ben sperare. 


Aldo Moro di fronte al '68 disse: “Vi sono certo dati sconcertanti, di fronte ai quali chi abbia responsabilità decisive non può restare indifferente: la violenza talvolta, una confusione ad un tempo inquietante e paralizzante, il semplicismo scarsamente efficace di certe impostazioni, sono si un dato reale ed anche preoccupante. Ma sono, tuttavia, un fatto, benché grave, di superficie. Nel profondo, è una nuova umanità che vuole farsi, è il moto irresistibile della storia. Di contro a sconcertanti e, forse, transitorie esperienze c’è quello che solo vale ed al quale bisogna inchinarsi, un nuovo modo di essere nella condizione umana”. Un buon promemoria anche per il Partito democratico. 


Fausto Raciti, Segretario nazionale Giovani Democratici

lunedì 25 luglio 2011

LA FOLLIA DELL'UOMO

Fondamentalismi. Integralismi. Estremismi.
La tragedia norvegese è segnata da queste tre parole, ma stavolta il punto di vista è rovesciato: fondamentalismo, integralismo ed estremismo anti-islam.
Leggere le dichiarazioni di Anders Behring Breivik fa rabbrividire: azione crudele ma necessaria, traditori multiculturalistI dell'Europa occidentale, più grande mostro dopo la Seconda Guerra Mondiale, uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse. Difficile trovare le parole per spiegare la follia di un uomo alimentata da uno spirito ultra nazionalista e una fede anti-islam.
Tutto questo non può esimerci dal riflettere su come i processi di globalizzazione e migrazione alimentano paure a cui spesso si risponde troppo facilmente; si cerca di trovare sicurezza entro i propri confini nazionali, chiudendosi tra i “propri simili”, rifiutando tutto ciò che è diverso.
I giovani laburisti, a cui va tutto il nostro affetto, sono stati vittime di una megalomania che non può far arretrare la loro spinta progressista e riformista; la nostra vicinanza umana e politica ci impone di rivendicare con forza le nostre posizioni che si contrappongono fortemente al tentativo di generare una guerra di egemonia tra cristiani e musulmani, tra occidentali e arabi, tra europei e africani.
Continueremo a combattere gli estremismi, in qualsiasi forma essi si rappresenteranno.

mercoledì 27 ottobre 2010

TALKING ABOUT MY GENERATION a Roma per parlare di lavoro e occupazione. Trovando delle soluzioni


Tre giorni per “parlare della nostra generazione”. Per confrontarci con i nostri colleghi e coetanei europei, e non solo, su alcune delle tematiche che più affliggono la società contemporanea ed in particolare il mondo giovanile: il precariato, il diritto allo studio, al lavoro e la pensione, la protezione e l’inclusione sociali. Si è tenuta dal 15 al 17 ottobre presso il centro congressi di Palazzo Rospigliosi a Roma la “Conferenza Internazionale su lavoro e occupazione per i giovani in Europa”, organizzata da Ecosy (European Community of Socialist Youth), PD, GD, dal gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, da Italiani Europei e dalla Fondazione di Studi Progressisti Europei (FEPS).
Una tre giorni intensa, in cui la delegazione lombarda presente ha approfittato non solo per “parlare della nostra generazione”, ma anche e soprattutto per parlare “alla” nostra generazione. Tanti i momenti di confronto soprattutto con i delegati provenienti dall’estero (oltre ai rappresentati dell’Unione Europea è giunta nella capitale anche una delegazione dei Giovani Democratici degli Stati Uniti), interessanti proprio perché focalizzate su un problema comune, la disoccupazione e il lavoro precario, affrontato in contesti e basi di partenza talvolta molto diversi. Che però colpisce indistintamente tutti i Paesi, dentro e fuori l’UE: attualmente sono più di cinque milioni i giovani senza lavoro in Europa. Urgono delle soluzioni concrete, attuate e coordinate a livello comunitario. Concordi nell’affermarlo tutti gli ospiti e relatori di livello internazionale presenti alla conferenza: da Philip Cordery a Maria Joao Rodrigues, da Cesare Damiano a Massimo D’Alema e Zita Gurmai, ognuno ha illustrato le proposte per affrontare la crisi occupazionale. Tra queste anche la creazione di una tassa sulle transazioni finanziarie, la cui necessità è stata sottolineata in più occasioni e grazie alla quale verrebbero recuperati molti fondi da investire nella spesa sociale.
Come torniamo? Preoccupati, perché nonostante il Governo cerchi di nascondere la crisi (“Tremonti dice che i dati sono ansiogeni e non li vuole analizzare – commenta D’Alema – Ecco. Si faccia venire un po’ di ansia, magari può esserci utile) i numeri parlano chiaro. Ma torniamo anche consapevoli che i primi a dover e poter cambiare la situazione siamo noi, e che non siamo certo soli: abbiamo conosciuto tanti ragazze e ragazzi europei con i nostri stessi problemi e ideali. È con loro che dobbiamo lavorare e lottare per i diritti nostri e delle generazioni future, perché l’Europa non è parte del problema ma parte della soluzione, e perché “invecchiare inizia quando si smette di sognare” (G. Pittella) e “if you want another future, you need to figh” (M.J. Rodrigues).

Ps: Speciale menzione per “Génération précaire”, associazione nata in Francia nel 2005 e che lotta per la remunerazione degli stage. Abbiamo passato molto tempo con le sue due rappresentanti giunte a Roma e abbiamo posto le basi per la creazione di un network europeo contro lo sfruttamento dei tirocinanti: loro hanno ottenuto una paga minima in Francia, chissà che riusciremo a farlo anche in Italia?